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Assegno unico automatico dal 2023: requisiti, aumenti e come funziona #adessonews


Assegno unico automatico 2023

Buone notizie si profilano all’orizzonte per coloro che beneficiano dell’Assegno unico e universale per i figli minori o maggiorenni fino a ventuno anni di età, a carico.

Stando alle anticipazioni fornite dal direttore dell’Inps Caridi, dal prossimo anno il riconoscimento della prestazione sarà automatico se non cambiano i requisiti di spettanza (Isee e composizione del nucleo familiare).

Addio quindi all’obbligo di preventivo invio della domanda all’Istituto, con il rischio di perdere il diritto ad una parte dell’Assegno se ci si scorda la scadenza.

L’altra novità riguarda invece l’adeguamento dell’Auu al costo della vita. Con l’inflazione 2022 che corre verso l’8%, il prossimo anno ci sarà un conseguente aumento delle somme mensili accreditate ai beneficiari, oltre ad una rivalutazione delle soglie Isee.

Analizziamo le novità in dettaglio.

>> Lo Speciale sull’Assegno unico e universale <<

Assegno unico in automatico dal 2023

In un’intervista pubblicata lo scorso 13 agosto dal quotidiano “Il Corriere della Sera” il direttore generale dell’Inps Vincenzo Caridi, ha reso noto che dal 2023 non sarà più necessario presentare ogni anno la domanda per l’Assegno unico figli.

L’Inps, riporta “Il Corriere della Sera”, erogherà “la prestazione automaticamente a tutti coloro di cui già conosce la situazione e che non avranno variazioni dei requisiti”.

Si tratta, ha affermato Caridi, di un “altro passo nell’implementazione dei servizi per i cittadini che, con la pandemia, ha visto dilatarsi i compiti dell’istituto”.

Sul tema si registra quanto riportato da un altro quotidiano “Il Sole 24 Ore”. L’Inps, si legge, oggi “chiamato a gestire e pagare assegni per 8,262 milioni di figli, non chiederà più la domanda di rinnovo dell’assegno unico” ma continuerà ad erogare la somma in automatico visto “che è a conoscenza dei dati e delle posizioni dei beneficiari”.

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A carico di questi ultimi resterà l’onere di comunicare eventuali variazioni delle condizioni di accesso all’assegno e che “possono riguardare la variazione del numero di figli” o “ancora una modifica dell’Isee e quindi variazioni di reddito o del patrimonio del nucleo” (sempre “Il Sole 24 Ore”).

>> Assegno unico universale 2022: tutti gli importi erogati per fasce ISEE

Assegno unico e universale: aumento dal 2023

Sempre “Il Sole 24 Ore” ricorda che dal prossimo 1° gennaio 2023 l’importo dell’assegno unico “sarà indicizzato all’inflazione, così come prevede la legge che lo ha introdotto”.

Il Decreto legislativo del 21 dicembre 2021 numero 230 “Istituzione dell’assegno unico e universale per i figli a carico, in attuazione della delega conferita al Governo ai sensi della legge 1° aprile 2021, n. 46” prevede all’articolo 4, comma 11, che l’Assegno unico e le relative soglie Isee siano adeguati annualmente alle variazioni dell’indice del costo della vita.

Secondo le stime de “Il Sole 24 Ore” le spinte inflazionistiche degli ultimi mesi porteranno il valore dell’assegno mensile “dagli attuali 175 euro a 190 euro per chi ha un Isee fino a 15mila euro”.

La soglia Isee appena citata verrebbe peraltro rivalutata “a poco più di 16mila euro”.

Due ipotesi che il quotidiano considera attendibili se l’anno 2022 si chiuderà con un’inflazione all’8%.

L’effetto dell’inflazione porterebbe poi l’importo minimo dell’assegno (50 euro) spettante a chi ha un Isee superiore a 40 mila euro, a toccare quota 54 euro a fronte di un Isee superiore a 43.200 euro.

Cos’è l’Assegno unico

Al di là di quelle che sono le novità 2023 è utile ricordare cos’è l’Assegno unico.

Introdotto a decorrere dal 1° marzo 2022, ad opera del Decreto legislativo numero 230/2021, l’Assegno unico universale ha come obiettivo quello di riordinare, potenziare e razionalizzare le misure economiche di sostegno alle famiglie con figli.

La prestazione spetta, previa domanda all’Inps, a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale, in presenza di figli ed a prescindere dalla condizione lavorativa.

La somma è riconosciuta per ogni figlio minorenne a carico. Tali si intendono coloro che fanno parte del nucleo familiare indicato ai fini Isee.

L’Auu è altresì corrisposto per ciascun figlio maggiorenne a carico fino al compimento del ventunesimo anno di età, in presenza di una delle condizioni di cui all’articolo 2, comma 1, del Decreto numero 230, punti da 1 a 4.

Come si chiede l’Assegno unico

I potenziali beneficiari dell’Auu, in possesso dei requisiti di:

  • Cittadinanza e soggiorno;
  • Residenza e domicilio;
  • Pagamento delle imposte in Italia;

richiesti dall’articolo 3, comma 1, del Decreto numero 230/2021 possono trasmettere domanda di Assegno unico all’Inps, collegandosi a “inps.it – Prestazioni e Servizi – Prestazioni – Assegno unico e universale per i figli a carico”, in possesso delle credenziali Spid, Cie o Cns.

Una volta accolta l’istanza, l’Inps provvede a riconoscere la prestazione:

  • A decorrere dal mese di marzo del medesimo anno, per le domande presentate entro il 30 giugno dell’anno di riferimento;
  • Dal mese successivo quello della domanda stessa, per le istanze trasmesse dal 1° luglio dell’anno di riferimento.

In tutti i casi “l’INPS provvede al riconoscimento dell’assegno entro sessanta giorni dalla domanda” (Circolare Inps del 9 febbraio 2022).

Come si calcola l’Assegno unico

L’Assegno unico è corrisposto in quote mensili dal 1° marzo al 28 febbraio dell’anno successivo.

Per calcolare l’importo si tiene conto di:

  • Numero dei figli minori presenti nel nucleo e / o dei figli maggiorenni sino al ventunesimo anno di età;
  • Isee minorenni del nucleo familiare (per i figli maggiorenni si fa riferimento all’Isee ordinario) di cui fa parte il figlio beneficiario (la prestazione è riconosciuta anche in assenza di Isee), considerando l’ammontare aggiornato al momento della presentazione della domanda.

Una volta determinata la somma – base, la stessa dev’essere maggiorata a fronte di:

  • Figli ulteriori al secondo;
  • Figli non autosufficienti;
  • Figli con disabilità grave;
  • Figli con disabilità media;
  • Figli maggiorenni disabili (fino a venti anni);
  • Figli maggiorenni disabili con ventuno o più anni;
  • Madri di età inferiore a ventuno anni;
  • Genitori entrambi titolari di reddito da lavoro;
  • Nuclei con quattro o più figli;
  • Nuclei familiari con Isee non superiore a 25 mila euro.

>> Assegno unico, il simulatore online: come calcolare l’importo spettante

L’importo riconosciuto è fisso “per tutte le rate, salvo il conguaglio che verrà effettuato generalmente nelle mensilità di gennaio e febbraio di ogni anno successivo, in cui si farà riferimento all’ISEE in corso di validità al 31 dicembre dell’anno precedente” (Circolare Inps del 9 febbraio 2022 numero 23).

Assegno unico e universale: come viene pagato

L’Assegno unico viene corrisposto direttamente dall’Inps al beneficiario a mezzo:

  • Accredito su uno strumento di riscossione dotato di Iban, come conto corrente bancario / postale, carta di credito o di debito, libretto di risparmio;
  • Consegna di contante presso uno degli sportelli postali del territorio italiano;
  • Accredito sulla “Carta RdC” per i beneficiari del Reddito di cittadinanza.

I sussidi abrogati con l’introduzione dell’Assegno unico

Sulla scorta dell’obiettivo primario di riformare le misure economiche di sostegno ai genitori, all’introduzione dell’Assegno unico si è accompagnata l’abrogazione di alcuni sussidi erogati dall’Inps. A decorrere dal 1° gennaio 2022, non ci sono più:

  • Premio alla nascita o per l’adozione / affidamento del minore;
  • Fondo di sostegno alla natalità;
  • Assegno di natalità (bonus bebè).

Sono stati inoltre riconosciuti, ma solo per le mensilità di gennaio e febbraio 2022:

  • Assegno temporaneo figli minori;
  • Maggiorazione degli importi degli Assegni per il nucleo familiare (ANF);
  • Assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori.

Da ultimo, a decorrere dal 1° marzo 2022:

  • Cessano di essere riconosciuti gli Assegni per il nucleo familiare (ANF), limitatamente ai nuclei con figli ed orfanili;
  • Le detrazioni fiscali per figli a carico spettano esclusivamente per i figli di età pari o superiore a ventuno anni.

(Foto di copertina: iStock/Andrii Yalanskyi)

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