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Imposta patrimoniale: cos’è e come funziona? #adessonewsitalia

L’imposta patrimoniale ha come presupposto (base imponibile) la ricchezza (patrimonio) del contribuente, misurata ad una certa data. In pratica si prescinde dal reddito per colpire il patrimonio (denaro, conti correnti, investimenti finanziari, valori preziosi, beni immobili, etc) di un soggetto in un dato momento temporale.

L’imposta patrimoniale è un tributo che colpisce la ricchezza (patrimonio) di un soggetto in un dato momento storico. Si tratta di un’imposta che non compisce i redditi percepiti dal contribuente ma si concentra sul capitale detenuto, sia in Italia che all’estero.

Il nostro Paese ha un debito pubblico molto elevato e l’applicazione di un’imposta patrimoniale potrebbe essere realmente utile per poter cercare di contrastare il peso di tale debito, o sanarlo almeno in parte. Si è inoltre parlato più volte, negli ultimi anni, di una forma straordinaria di imposta patrimoniale, ovvero il prelievo forzoso. Tuttavia, non si deve dimenticare che il nostro sistema tributario contiene già alcune forme di imposta patrimoniale. Ne sono esempi l’imposta di bollo sui prodotti finanziari (del due per mille), ma anche l’IMU sugli immobili o ancora l’IVIE e l’IVAFE sulle attività patrimoniali e finanziarie detenute all’estero da parte del contribuente residente in Italia.

Come funziona il meccanismo della patrimoniale?

La patrimoniale funziona come un’imposta che colpisce il patrimonio di un contribuente in maniera indipendentemente dal reddito percepito. Nel nostro Paese non esiste una vera e propria imposta patrimoniale soggettiva. Tuttavia, ci sono molteplici imposte che colpiscono il patrimonio e, in particolar modo, alcuni beni mobili e immobili. Tali imposte, tuttavia, sono singole, una tassa patrimoniale, intesa nella forma soggettiva, che andrebbe a colpire la generalità del patrimonio con un unico sistema di aliquote, non è stata, ancora, introdotta.

Per fare alcuni esempi pratici, nel nostro Paese ci sono alcuni prodotti finanziari che sono già colpiti da una sorta di tassa patrimoniale, ovvero l’imposta di bollo. Pensiamo al conto corrente, al deposito titoli, ai buoni postali, etc. Tuttavia, ci sono anche altri esempi di imposte che colpiscono il patrimonio. Basti pensare all’IMU che colpisce le c.d. “seconde case” o le abitazioni principali “di lusso“, oppure ancora le imposte di successione/donazione, che colpiscono il patrimonio che si trasmette per successione o donazione, oppure anche le imposte patrimoniali sulle attività patrimoniali e finanziarie detenute all’estero (IVIE e IVAFE).

Tipologie Di Imposta Patrimoniale

Esistono differenti tipologie di imposta patrimoniale. Possiamo distinguere tra le seguenti variabili:

  • Reale, se colpisce una sola componente della ricchezza del contribuente. Un esempio di imposta patrimoniale reale è l’IMU – Imposta Municipale Unica, che colpisce, appunto, una parte del patrimonio immobiliare del contribuente;
  • Soggettiva, se colpisce tutta la ricchezza del contribuente, ovvero la sommatoria del suo patrimonio mobiliare e immobiliare. Attualmente, non esiste alcuna imposta patrimoniale soggettiva in Italia, che invece è possibile trovare in altri Paesi;
  • Ordinaria, se viene applicata annualmente, poiché introdotta nel nostro ordinamento in maniera strutturale;
  • Straordinaria, applicata una tantum. Si tratta di un prelievo occasionale, che di norma viene effettuato durante una condizione di particolare emergenza (come i prelievi forzosi più volte ipotizzati, ma raramente applicati, durante le crisi finanziarie).

Inoltre, questa tipologia di imposta può essere:

  • Fissa, se viene versata indistintamente da tutti i contribuenti in importo fisso;
  • Variabile, se varia in funzione del patrimonio dei contribuenti.

Nel caso di patrimoniale variabile è generalmente prevista una soglia di protezione, la cosiddetta franchigia, entro cui non è previsto alcun prelievo. Inoltre, l’imposta patrimoniale può essere:

  • “Una tantum”, ossia applicata una sola volta e senza alcuna periodicità;
  • Periodica, quando viene versata con cadenza regolare, tipicamente annuale.

A differenza di un’imposta sul reddito (per esempio l’IRPEF), la patrimoniale non colpisce il flusso di ricchezza dei contribuenti relativo a un determinato periodo bensì una disponibilità di ricchezza (patrimonio) che il contribuente può avere accumulato anche nell’arco di periodi di tempo molto lunghi.

Chi e cosa colpisce l’imposta patrimoniale

L’imposta patrimoniale colpisce il patrimonio mobiliare (obbligazioni, fondi, azioni, denaro, valori preziosi) e immobiliare (abitazioni, capannoni, magazzini, studi professionali, ecc) del contribuente, sia esso persona fisica che giuridica (ditte individuali, società di persone e di capitali, cooperative, ecc). L’imposta patrimoniale colpisce tutto il patrimonio mobiliare e immobiliare delle persone fisiche o giuridiche, posseduto sia in Italia sia all’estero.

L’ultima Patrimoniale straordinaria in Italia Risale Al 1992

L’applicazione della patrimoniale straordinaria è vista in modo molto negativo dai cittadini, perché si tratta di una misura in extremis per recuperare fondi da destinare allo stato. L’ultima applicazione di questa tassa risale al 1992 con il governo Amato. Nel 1992 una patrimoniale aveva sconvolto gli italiani. Era stato effettuato il prelievo forzoso del 6 per mille da tutti i conti dei cittadini. La misura di emergenza rifletteva un particolare momento in cui la lira era svantaggiata sui mercati. In quel caso il prelievo accadde in un’unica trance, una tantum attraverso la pubblicazione del D.L. n. 333/91, secondo il quale:

“è istituita una imposta straordinaria sull’ammontare dei depositi bancari, postali e presso istituti e sezioni per il credito a medio termine, conti correnti, depositi a risparmio e a termine, certificati di deposito, libretti e buoni fruttiferi, da chiunque detenuti”

Non stupisce che ad una patrimoniale corrisponda un momento di forte crisi o di emergenza. Molti stanno ipotizzando che verrà utilizzata questa soluzione per affrontare la crisi economica che complice l’aumento dei prezzi delle materie prime e dell’energia sui mercati potrebbe mettere a rischio molte imprese. Sono passati oltre trent’anni dall’ultima patrimoniale straordinaria, eppure molti italiani la ricordano come “un tragico evento per i conti delle famiglie”. Quello che spaventa gli italiani non è tanto la tassa periodica che già esiste, ma la possibilità di una patrimoniale straordinaria che possa andare a toccare, come nel 1992, i conti correnti.

Le Mini Imposte Patrimoniali Presenti In Italia: Imposta Di Bollo Sui Prodotti Finanziari E IVIE/IVAFE

Attualmente in Italia sono in vigore alcune imposte patrimoniali. Mi riferisco, in particolare, alle seguenti:

  • L’imposta di bollo sui prodotti finanziari;
  • L’IVIE e l’IVAFE sulle attività patrimoniali e finanziarie detenute all’estero;
  • Il canone RAI;
  • Il bollo auto;
  • Le imposte di successione/donazione.

L’imposta di bollo sui conti titoli è pari allo 0,20% annuo del controvalore di mercato dei prodotti finanziari che hai in portafoglio. Ancora una volta ciò che conta è il dato a fine periodo. Ogni anno la banca valorizza il tuo dossier titoli e calcola l’imposta moltiplicandone il valore corrente per lo 0,20%. Da sottolineare che, a differenza della tassazione sulle rendite finanziarie che colpisce solo gli utili, l’imposta di bollo sui prodotti finanziari si determina in ogni caso, anche se gli investimenti sono in perdita.

L’IVIE e l’IVAFE, invece, sono imposte patrimoniali che colpiscono attività patrimoniali (immobili) e finanziarie (conti correnti, conti titoli, etc) detenute all’estero.

Il prelievo forzoso

Il prelievo forzoso è una tassa sul patrimonio che viene depositato presso i conti correnti delle banche. Lo Stato può applicarlo senza il consenso e l’autorizzazione dei correntisti. Insomma, quanto avviene con il prelievo forzoso è che il correntista, rischia di trovarsi con un po’ di soldi in meno sul proprio conto corrente, a causa del prelevamento effettuato dallo Stato, in misura proporzionale alla giacenza presente sul conto corrente. Evidentemente, si tratta di una misura fortemente impopolare e proprio per questo motivo, raramente applicata nel nostro Paese.

L’ultimo esempio in merito è stato il prelievo forzoso del 1992, quando il governo Amato approvò una patrimoniale straordinaria nella misura del 6 per mille dai conti correnti bancari di tutti i cittadini italiani. Per avere maggiori informazioni su come evitare il prelievo forzoso sui conti correnti:

È possibile evitare l’applicazione della patrimoniale?

La domanda che ci chiediamo è se sia possibile evitare l’applicazione dell’imposta patrimoniale. In realtà, tutto dipende da come verrà applicata. Il semplice fatto di “accennare” al prelievo forzoso avrebbe l’effetto di favorire i deflussi dai conti correnti proprio per poter allontanare il rischio di subire questa tassazione così sgradita. Non è affatto detto, comunque, che la nuova patrimoniale possa prendere piede in questo modo. Dunque, è molto difficile sfuggire anzitempo all’imposta patrimoniale, considerato che non vi sono delle certezze sulle modalità di applicazione.

L’ipotesi di introduzione di una nuova patrimoniale straordinaria

In questi giorni, stiamo tornando a parlare nel nostro paese di introdurre l’imposta patrimoniale, per far fronte alle difficoltà derivanti dalla crisi economica. L’introduzione di una imposta patrimoniale, straordinaria o fissa, è un sistema veloce per abbattere il debito pubblico e risanare i conti. Possiamo, quasi, certamente ipotizzare che si tratterà di una imposta variabile, non applicata in misura fissa, bensì in percentuale sul patrimonio individuato o individuabile.

Una delle ipotesi più semplici da realizzare è quella di ritoccare le patrimoniali già presenti sul contesto italiano. C’è, anche la possibilità che venga aumentato il prelievo fiscale sulle eredità. Questa manovra potrebbe riguardare sia la percentuale applicata per tassare l’eredità (più alta), sia la soglia di esenzione dal pagamento (più bassa).

Potrebbe essere aumentata l’imposta di bollo su conto corrente e conto deposito, oppure, potrebbe aumentare la tassazione sui guadagni dei prodotti finanziari. Infine, la patrimoniale potrebbe coincidere con un prelievo forzoso sui conti correnti.

Un modo alternativo all’introduzione dell’imposta patrimoniale è incentivare i risparmiatori ad investire i loro risparmi nel debito pubblico comprando per esempio titoli di Stato.

Il prelievo forzoso dovrebbe essere applicato in un contesto nascosto, altrimenti potrebbero essere individuati i mezzi per sottrarsi. Nel caso di introduzione di un prelievo forzoso è molto più facile prelevare una percentuale variabile sul saldo delle giacenze presenti sul conto corrente bancario, piuttosto che la stessa percentuale, su un fondo di investimento, azioni e altri strumenti finanziari non liquidi (ancorché, liquidabili). Ad ogni modo, il prelievo forzoso sul conto corrente non è la strada più agevole da praticare e come tale è molto improbabile che venga applicato.

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