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Previdenza: pensioni, l’Italia è il Paese che spende di più #adessonewsitalia

Personale civile basi Nato e Usa in Italia
OBBLIGHI CONTRIBUTIVI

L’Istituto di previdenza ha di recente effettuato una complessiva ricognizione degli obblighi contributivi relativi al personale civile impiegato con rapporto di lavoro subordinato, regolato dalla legge italiana, presso le Strutture militari Nato e presso le Basi militari concesse in uso agli Stati Uniti d’America in territorio italiano.
Secondo la normativa di riferimento, il personale civile è classificabile in tre tipologie: il cosiddetto “elemento civile” (al seguito delle singole forze), il personale a “statuto internazionale” (per le sole Basi Nato) e il personale a “statuto locale”.
Riguardo a quest’ultima tipologia di lavoratori, la circolare Inps del 20 otobre scorso, n. 117 fornisce un riepilogo delle contribuzioni previdenziali e assistenziali dovute.

 

Inps
BONUS PSICOLOGO 2022: NUOVE ISTRUZIONI

E’ scaduto il, 24 ottobre scorso, il termine per il cosiddetto “Bonus psicologo”, una misura finalizzata a sostenere le spese per sessioni di psicoterapia, che può essere richiesto attraverso il servizio online Contributo sessioni psicoterapia, secondo le indicazioni illustrate nel messaggio Inps del 21 luglio c.a., n. 2905.
L’Istituto di previdenza, con il suo successivo messaggio del 21 ottobre scorso, n. 3820, fornisce ora nuove istruzioni e comunica che entro il 7 dicembre 2022 ufficializzerà con un ulteriore, apposito messaggio l’approvazione delle graduatorie per l’assegnazione del beneficio.
Contestualmente, l’Ente assicuratore provvederà a informare gli interessati con le modalità già indicate nella circolare Inps del 19 luglio 2022, n. 83, sulla base dell’ammontare delle risorse finanziarie disponibili. Dal giorno di pubblicazione del messaggio decorrono, per il beneficiario, i 180 giorni utili per usufruire del Bonus e sostenere le sessioni di psicoterapia.
Dall’8 dicembre 2022 sarà disponibile, inoltre, la procedura per le prenotazioni delle sedute e le conferme delle stesse da parte dei professionisti. Con un altro messaggio a seguire saranno pubblicate le istruzioni operative per i professionisti.

 

Precisazioni
INDENNITA’ 200 EURO PER LAVORATORI DIPENDENTI

Con il messaggio Inps del 20 ottobre scorso, n. 3805 l’Istituto di previdenza ha fornito ulteriori indicazioni sull’indennità una tantum di 200 euro per i lavoratori dipendenti, affermando che spetta anche laddove la retribuzione di luglio 2022 risulti azzerata in virtù di eventi tutelati come la sospensione del rapporto di lavoro, gli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro o i congedi.
Il messaggio, oltre a fornire ai datori di lavoro le modalità di regolarizzazione, chiarisce che tra gli eventi tutelati sono compresi anche:
l’aspettativa sindacale;
la disposizione che ha previsto l’immediata sospensione dall’esercizio delle professioni sanitarie in caso di inadempimento dell’obbligo vaccinale;
le ipotesi di aspettativa o congedo previste dai Ccnl di settore.

 

Dichiarazione del lavoratore
INDENNITA’ DI 150 EURO PER DIPENDENTI

Con la circolare Inps del 17 ottobre c. a., n. 116, l’Istituto ha fornito le istruzioni per accedere all’indennità una tantum di 150 euro in favore dei lavoratori dipendenti, prevista dal decreto Aiuti-ter.
Il lavoratore, per ricevere l’indennità, deve presentare al proprio datore di lavoro una dichiarazione con la quale afferma di non essere titolare di uno o più trattamenti pensionistici a carico di qualsiasi forma previdenziale obbligatoria, di pensione o assegno sociale, di pensione o assegno per invalidi civili, ciechi e sordomuti, nonché di trattamenti di accompagnamento alla pensione o di non appartenere a un nucleo familiare beneficiario del Reddito di cittadinanza.
Con il successivo messaggio del 20 ottobre scorso, n. 3806, al fine di agevolare gli adempimenti da parte dei lavoratori e dei datori di lavoro, l’istituto ha opportunamente allegato al messaggio stesso un fac-simile di dichiarazione, che – si sottolinea – costituisce solo uno strumento di supporto, personalizzabile dal datore di lavoro e non vincolante.

 

Previdenza
PENSIONI: L’ITALIA E’ IL PAESE CHE SPENDE DI PIU’

Tra i Paesi dell’Oecd l’Italia è quello che spende di più per le pensioni rispetto al Pil. Questo primato – insieme a quello del Paese Ue con l’età pensionabile più alta – si inserisce nel più ampio quadro di una nazione segnata da due tendenze che influiscono direttamente sul tema “pensioni”. Da un lato, l’Italia è uno dei Paesi in cui si vive di più: l’aspettativa di vita è superiore agli 83 anni. Dall’altro, il Belpaese registra da tempo un serio problema demografico: la popolazione residente continua a diminuire e, secondo le più recenti stime pubblicate dall’Istat, nel 2022 è scesa sotto la soglia dei 59 milioni di abitanti.
In questo quadro, secondo l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Oecd), tra i Paesi membri la nostra penisola è quella con la più alta spesa pubblica pensionistica rispetto al Prodotto Interno Lordo: una spesa che oggi supera il 15,5%.
Spesa pensioni
Tra le nazioni più sviluppate al mondo – e che fanno parte dell’Oecd – stando agli ultimi dati disponibili il Bel Paese è in testa alla classifica con il 15,64% del PIL che viene dedicato proprio alla spesa pensionistica.
Dietro l’Italia troviamo quasi esclusivamente dei Paesi Europei. Al secondo posto c’è infatti la Grecia, con la spesa che si ferma al 15,48%, mentre in terza posizione – staccata di oltre 2 punti – si piazza la Francia con una spesa rispetto al Pil del 13,59%. Proprio durante l’ultima campagna elettorale il Presidente della Repubblica Francese ha sottolineato la necessità di elevare il requisito anagrafico pensionabile per evitare un effetto domino sul futuro.
Ai piedi del podio, con un valore superiore al 12%, ci sono poi Austria e Portogallo. Solo in 12esima posizione troviamo il primo paese non europeo, il Giappone, con una spesa pubblica legata alle pensioni pari al 9,35% del totale del PIL. Il dato più basso, tra i Paesi Oecd, lo riscontra la Corea, il Cile e l’Islanda con valori addirittura inferiori al 3% (e con diversi sistemi pensionistici).
Età pensionabile
Oltre ad essere il Paese che spende più risorse pubbliche per le pensioni, l’Italia vanta anche un altro record: è quello dove si va in pensione più tardi in Unione europea, insieme alla Grecia. Nei due paesi mediterranei l’età pensionabile è di 67 anni, due anni di più del limite in vigore in molti degli altri Paesi Ue.
Quest’ultimo vale per esempio per la Germania, dove si va in pensione a 65 anni e nove mesi, Belgio e Croazia. Diversa è invece la situazione in alcuni Paesi del Nord-Europa, come Svezia e Finlandia dove l’età pensionabile varia in un range tra i 62 e i 68 anni.
Modalità di calcolo del dato
La spesa pensionistica è definita come tutte le spese in contanti (compresi i pagamenti forfettari) per le pensioni di vecchiaia e di reversibilità. Le prestazioni in denaro per la vecchiaia forniscono un reddito alle persone che si ritirano dal mercato del lavoro o garantiscono un reddito quando una persona ha perfezionato un’età pensionabile standard o ha soddisfatto i requisiti contributivi necessari. Questo indicatore è misurato in percentuale del Pil suddiviso per settore pubblico e privato. La spesa pensionistica privata comprende i pagamenti operati ai membri di piani pensionistici privati o alle persone a carico dopo il pensionamento e copre le persone che lavorano sia nel settore pubblico che in quello privato.

 

Carlo Pareto

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